Visita al Sacrario Militare Italiano di Saragozza (Spagna)

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Dal 24 al 26 agosto si svolgerà la visita al Sacrario Militare Italiano di Saragozza, ove riposano insieme 2889 italiani morti durante la guerra civile spagnola, sia combattenti per le forze falangiste sia combattenti come volontari nelle Brigate internazionali per la Repubblica.

Lo scopo dell’iniziativa è duplice:

-ricorre il 75° anniversario della morte del Sergente Maggiore Pilota Giovanni Magistrini,  abbattuto a Talavera di Spagna il 4 novembre 1936 e sepolto nel Sacrario di Saragozza: per il valore dimostrato è stato insignito della Medaglia d’Oro al V.M., unico maggiorese ad avere tale onorificenza.

-appare appropriato e significativo, nella ricorrenza del 150° della Unità d’Italia, che ha rappresentato l’unione di tutti gli italiani in un unico moderno Stato, rendere omaggio ad un Sacrario che riunisce tutti gli Italiani morti in terra spagnola, combattendo per ideali opposti.

Due saranno i momenti centrali della cerimonia al Sacrario, prevista per la mattinata del 26 agosto: l’omaggio alla tomba del Magistrini e l’omaggio alla lapide, posta nell’atrio, che riporta i nomi dei 547 volontari delle Brigate internazionali caduti in Spagna, tra cui due conterranei: Bernardo Zanetta di Borgomanero e Alfredo Valazza di Boca.

Alla tomba del Magistrini sarà letta la motivazione della concessione della Medaglia d’Oro, cui seguirà la lettura della Preghiera dell’Aviatore; dopo le note del Silenzio d’Ordinanza, il Parroco di Maggiora don Fausto procederà alla Benedizione.

Davanti alla lapide dei Garibaldini, saranno brevemente ricordate le figure dei due volontari conterranei, sarà intonata “Bella Ciao”, seguita dalla Benedizione del Parroco.

La cerimonia, che si vuole stringata ma intensa, sarà preceduta dagli onori alle bandiere di Spagna, Italia ed Europa, con i rispettivi inni; all’uscita, dopo eventuali discorsi delle Autorità presenti, ci si porterà all’annessa Chiesa di S. Antonio, ove don Fausto celebrerà una S. Messa a suffragio di tutti i Caduti.

La cerimonia avrà carattere eminentemente istituzionale, quale espressione del ricordo di tutta la Comunità di Maggiora (rappresentata nell’occasione dal Sindaco –che porterà la fascia tricolore-, dal Parroco e dalle Associazioni Alpini e Familiari Caduti e Dispersi in Guerra) verso chi ha servito con onore la Patria e i propri Ideali; tra i 39 che hanno aderito all’iniziativa ci saranno anche alcuni coristi del coro maggiorese “Alpe Pianello”, che intoneranno i canti durante la cerimonia e la S. Messa, nonché alcuni familiari del Caduto.

Si sta infine definendo con il vice-Console italiano di Saragozza un incontro con le locali Autorità Municipali, all’insegna delle celebrazioni del 150° anniversario della Unità nazionale.

Il CapoGruppo
Paolo Jean


Giovanni MagistriniGiovanni Magistrini nasce a Maggiora il 20 ottobre 1911, secondo di tre figli.
Dopo il diploma conseguito all’Omar di Novara, consegue il brevetto di pilota; passato ai Reparti d’Impiego con base a Campoformido (UD), parte il 10 agosto 1936 dal porto di La Spezia alla volta della Spagna con altri 11 piloti di caccia, al comando del cap. Vincenzo Dequal, del 1° Stormo.  Dopo una sosta al porto di Melilla, Magistrini fa parte della 1° Squadriglia,  distinguendosi subito per perizia e coraggio: già il 27 agosto abbatteva  il primo aereo, cui seguirono altri due prima di essere a sua volta abbattuto i 4 novembre nei pressi di Talavera de la Reina, vicino a Madrid: in questa circostanza è risultato che, per difendere il suo capo-squadra Dequal (rimasto nell’azione solo ferito) si interpose affrontando la squadriglia avversaria.
Al suo nome fu intitolato il Villaggio Aeronautico, inaugurato all’aeroporto di Cameri nel 1939 ed è dedicata la via principale di Momo, ove la famiglia si era trasferita sin dal 1924 per seguire il padre, impiegato all’azienda elettrica.

La Medaglia d’Oro fu conferita nel 1938 con la seguente motivazione: 

Volontario in una missione di guerra combattuta per un supremo ideale, affrontava le più ardue prove, dimostrando sempre esemplari virtù di esperto e prode combattente. Animato da incondizionata entusiastica dedizione per la causa cui aveva votata la giovane balda esistenza, nell’ eroico tentativo di portare a termine una rischiosa azione cui era stato preposto, incontrava morte gloriosa.                                    

Cielo di Spagna, 4 novembre 1936.

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