Il pellegrinaggio al Sacrario Militare Italiano di Saragozza (Spagna)

Categories: 2011,celebrazioni - ricorrenze,incontri

Dal 24 al 26 agosto si è svolta la visita al Sacrario Militare Italiano di Saragozza, ove riposano insieme 2889 italiani morti durante la guerra civile spagnola, sia combattenti per le forze falangiste sia combattenti come volontari nelle Brigate internazionali per la Repubblica.

Lo scopo dell’iniziativa è stato duplice:
– ricorre il 75° anniversario della morte del Sergente Maggiore Pilota Giovanni Magistrini,  abbattuto a Talavera di Spagna il 4 novembre 1936 e sepolto nel Sacrario di Saragozza: per il valore dimostrato è stato insignito della Medaglia d’Oro al V.M., unico maggiorese ad avere tale onorificenza.

– appare appropriato e significativo, nella ricorrenza del 150° della Unità d’Italia, che ha rappresentato l’unione di tutti gli italiani in un unico moderno Stato, rendere omaggio ad un Sacrario che riunisce tutti gli Italiani morti in terra spagnola, combattendo per ideali opposti.

Ben 39 persone hanno aderito all’iniziativa, sebbene alla stessa si sia data limitata pubblicità per ovvie ragioni di prudenza; peraltro 4 hanno dovuto rinunciare all’ultimo momento per sopravvenuti motivi di salute
Oltre agli Alpini di Maggiora, promotori del pellegrinaggio, erano rappresentati gli Alpini di Borgomanero, il Comune di Maggiora con Sindaco Fasola in fascia tricolore e assessore Cerri, l’Associazione Famiglie Caduti in Guerra, la cui bandiera è stata portata per tutta la cerimonia dalla signora Grazia Magistrini, nipote della Medaglia d’Oro.
Gradito partecipante il sig. Mario Travaini, esponente di spicco dell’ANPI maggiorese, mentre i momenti religiosi sono stati curati dal Parroco don Fausto.
Pur a ranghi ridotti per le forzate assenze, il coro ALPE PIANELLO, con il suo direttore Graziano Pezzoni, si è fatto apprezzare da italiani e spagnoli per la qualità e intensità delle sue esibizioni.

Alle 9.00 in punto del 26 agosto si è dato inizio alla cerimonia, rendendo gli onori alle bandiere di Spagna, Italia ed Europa; al suono dei rispettivi inni, le bandiere- portate da 3 coriste- hanno sfilato davanti alle autorità presenti, ponendosi in testa al corteo, che è poi entrato nel Sacrario salendo al quarto anello, passando davanti alle 2889 targhe con i nomi dei Caduti lì sepolti e sostando davanti alla tomba del Magistrini.
Qui il capogruppo Paolo Jean ha dato lettura della motivazione del conferimento della Medaglia d’Oro, cui è seguito il Silenzio d’Ordinanza; il mar.llo AA in congedo Bruno Giordano, vincendo la forte emozione del momento, ha letto la Preghiera dell’Aviatore, cui è seguita la Benedizione di don Fausto.
Si è quindi scesi al primo piano della torre, sostando alla lapide che ricorda i 547 Garibaldini italiani, inquadrati nelle Brigate Internazionali, che in Spagna hanno trovato la morte. Sono stati, in particolare, ricordati i Garibaldini novaresi, tra cui Alfredo Vallazza di Boca e Bernardo Zanetta di Borgomanero. Intensa emozione ha provocato il canto Bella Ciao, magistralmente intonato dal coro, cui è seguita la Benedizione alla lapide da parte del Parroco.
Scesi nell’atrio, il vice-console dott. Marchetti ha espresso il suo apprezzamento per la sobrietà e intensità della celebrazione, mentre il Sindaco Fasola ha richiamato le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione comunale ad essere presente: non dimenticare anche le pagine più dolorose della nostra storia, per trarre da esse consapevolezza della necessità di ricercare sempre nuove vie di pace e coesione.
Nello stesso atrio, ove è collocato un altare, don Fausto ha celebrato la S. Messa a suffragio di tutti i Caduti, conclusa con il canto Signore delle Cime, reso ancora più struggente dalla morte avvenuta nella notte della madre di un corista.

Durante la Santa Messa sono state lette come Intenzioni di preghiera le seguenti riflessioni, tratte dal libro di don Franco Mora “Le altre cose le diremo in cielo…” la cui edizione è stata curata dai Gruppi Alpini di Maggiora e Ghiffa

–    Lo spirito di sacrificio e di cosciente dedizione al dovere è l’inestimabile patrimonio che ogni Gruppo Alpino custodisce e accresce; è segno di speranza, di concordia, esempio di civismo, di spirito di autentica democrazia, di unità nel comune, al di sopra di ogni ideologia partitica Oh Signore, aiuta tutti noi perchè le nostre Sezioni, i nostri Gruppi siano sempre testimonianza concreta  di questi valori, NOI TI PREGHIAMO 

–   Oh Signore, ricordiamo il sacrificio di tutti i Caduti italiani nelle guerre che hanno insanguinato il secolo scorso, vogliamo ricordare anche i nostri militari caduti in Afghanistan; che questi sacrifici siano di monito e insegnamento per l’umanità intera che la pace è vera vita; ci sia comprensione, intesa e festa tra i popoli e si possano spegnere i focolai di guerra che tuttora ardono nel mondo.  NOI TI PREGHIAMO 

–   La guerra non ha diritto di cittadinanza all’interno delle nostre comunità cristiane. E la pace di Cristo è la convivialità nelle differenze. La pace accetta, anzi valorizza le diversità, non annulla le culture ma le accoglie come valore umano. La pace allora non è solo assenza di guerra: la pace di Cristo è un impegno che porta con sé le fatiche sui percorsi scoscesi e impervi dei travagli umani. Signore, aiutaci ad essere portatori di fratellanza e di pace, NOI TI PREGHIAMO 

–   Impariamo la grande lezione che viene da chi è caduto per la nostra Patria e con lo sguardo al tricolore italiano bagnato dal sangue di troppi italiani, almeno noi impariamo ad amarci, ad aiutarci, a volerci bene tra di noi e con tutti gli altri. Vogliamo una bandiera sola sul territorio italiano, senza compromessi e discussioni; noi, in tutta semplicità e modestia, ai nostri ideali e a questa benedetta Italia continueremo ostinatamente a volere bene e al nostro Tricolore, unica e indiscussa bandiera, saranno sempre rivolti i nostri maggiori sforzi e il nostro impegno di cittadini italiani. Oh Signore, benedici questa nostra Italia, aiutala a ritrovare nuovi sentieri di fraternità, di coesione, di generosità. NOI TI PREGHIAMO

Al termine, tutti hanno espresso motivi di soddisfazione e gratificazione, anche per l’organizzazione del soggiorno curato da un’agenzia locale; un grazie veramente sincero e sentito va al vice-console di Saragozza, dott. Massimo Marchetti, che ha voluto essere costantemente presente fin dall’arrivo in aeroporto fino a tutta la cerimonia.

A ricordo di queste giornate veramente memorabili, il Sindaco Fasola, il direttore del coro Graziano Pezzoni e il capogruppo Paolo Jean hanno fatto omaggio di libri e targhe al Priore dell’annesso convento dei Cappuccini, al viceconsole dott. Marchetti e allo storico Dimas Vaquero, autorevole autore di libri sulla presenza italiana nella Guerra Civile spagnola, che ha voluto portare il suo saluto e apprezzamento.

Grazie infine ai fotografi “ufficiali” Italo Cerri e Danilo Godio, nonché a Nadia Mossina e Carlo Mino, che hanno curato le riprese video.