Santa Messa alla Bocchetta di Rimella

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Sabato 1 agosto

Dice la tradizione che verso la metà del XV secolo alcuni Walser di Rimella, che da tempo usavano per l’alpeggio i prati dell’alta valle Strona, furono sorpresi da una precoce nevicata che li obbligò a passarvi l’inverno: da allora vi abitarono stabilmente costruendo l’abitato di Campello. Per oltre un secolo, però, i morti campellesi vennero trasportati per la sepoltura a Rimella ed è tuttora visibile lungo il sentiero la cappella ove il corteo funebre era accolto dalla comunità rimellese e accompagnato al cimitero.
Da molti anni valsesiani e valstronesi- a cui si sono nel tempo aggiunti cusiani, ossolani e verbanesi- si incontrano al primo giovedì di agosto alla Bocchetta per rinsaldare i vincoli di amicizia tra i due territori; tradizionalmente presenti anche i Gruppi Alpini con i loro gagliardetti.
Quest’anno, grazie anche alle ottime condizioni atmosferiche, attorno all’altare posto sotto la grande croce che segna il confine tra le due valli si sono raccolte oltre un centinaio di persone e una decina di Gruppi Alpini; la S. Messa è stata celebrata dal  parroco di Rimella don Giuseppe e resa ancor più suggestiva dal giovane rimellese Gabriele Vasina, che con la sua fisarmonica ha ben accompagnato il canto “Madonnina dai riccioli d’oro”, e da alcuni cantori del gruppo canoro “ Cui da la Pescia” di Crusinallo.
Gli Alpini di Maggiora e Ghiffa hanno voluto anche ricordare con riflessioni tratte dal libro del loro defunto parroco don Franco Mora “Le altre cose le diremo in cielo” i Caduti di tutte le guerre e in particolare i 53 militari italiani uccisi in Afghanistan.