Gli Alpini incontrano la Scuola Primaria di Maggiora

Categories: 2014,in evidenza,incontri

Lunedì 27 gennaio, nella Biblioteca comunale, si è tenuto l’incontro organizzato dal Gruppo Alpini di Maggiora con gli scolari delle classi 3 a-4 a -5 a della Scuola Primaria, accompagnati dalle insegnanti.

Da qualche anno il Gruppo Alpini organizza questi incontri in occasione del “Giorno della Memoria”, istituito con legge n. 211 del 20 luglio 2000:  « La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del “Giorno della Memoria”, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.
»

Inoltre il 26 gennaio è una data importantissima per tutti gli Alpini: si ricorda la battaglia di Nikolajevka (26 gennaio 1943), allorquando 10.000 alpini superstiti dei 100.00 che erano partiti 6 mesi prima, rimasti accerchiati dalle truppe russe, dopo settimane di duri scontri e una marcia di 200 chilometri durata 10 interminabili giorni, riuscirono  a rompere l’accerchiamento delle armate avversarie e  trovare dopo altri 600 chilometri, percorsi in gran parte ancora a piedi, la salvezza: un esempio incredibile di saldezza d’animo, coesione, amore per la propria famiglia e la Patria lontana, valori attuali ed essenziali – al pari del rispetto e della solidarietà verso tutti- per il nostro presente e per il nostro futuro.

Già da alcuni anni gli Alpini maggioresi incontrano gli  alunni della Scuola Primaria, proponendo testimonianze dirette di chi quegli avvenimenti li ha vissuti e subiti: quest’anno si è avuta la disponibilità di ben 6 reduci alpini.

Frattini Giovanni: classe 1917, arruolato come Artigliere alpino nel 1938, partecipò alle operazioni contro la Francia nella zona del Piccolo S. Bernardo, rimanendovi di presidio fino al 1941; inviato in Albania , in Montenegro e poi in Jugoslavia. Dopo l’8 settembre si diede alla macchia, riuscendo a non essere catturato e risalendo tutta la Jugoslavia a piedi con pochi compagni. Rientrato a casa nel 1944, partecipò alla guerra partigiana nella  VI a Brigata “Nello”.

Per una leggera indisposizione, all’ultimo momento ha dovuto a malincuore rinunciare all’incontro.

Marinoni Gian Bruno: classe 1922, nel 1941 arruolato nel IV Reggimento Genio Alpino, come marconista.

Partecipò alla campagna di Russia, nella Divisione Tridentina, rientrando in Italia prima della ritirata; partecipò poi alle operazioni  in Jugoslavia; fatto prigioniero dei tedeschi dopo l’8 settembre, fu internato in diversi campi, rientrando in Italia dopo la fine della guerra

Negra Agostino: nato nel 1922, arruolato ai primi del 1942, destinato alla Russia ma rimasto in Italia per un caso di difterite nel suo reparto; prestò servizio in Francia, all’8 settembre resistette ai tedeschi  ma poi fu catturato e portato in diversi campi e infine a Kassel per sgombero delle macerie dei bombardamenti; liberato dagli americani, rientrò a casa nell’agosto 1945.

Nicolazzi Luigi:  nato nel 1922, arruolato nel 1941 nel battaglione Intra, evitò di partire per il fronte albanese causa malattia; catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre, fu internato in un campo vicino a Essen, per poi tornare in Italia e aderire al movimento partigiano operante nel Cusio, fino alla fine della guerra.

Perolio Pierino: nato nel 1920, arruolato nel 1939, fu mandato nel fronte francese nella zona del Piccolo S. Bernardo; restò di presidio nelle zone occupate, poi mandato in Montenegro; dopo l’8 settembre, il suo reparto resistette qualche settimana agli attacchi dei tedeschi e dei partigiani jugoslavi, per poi arrendersi ai tedeschi; internato in diversi campi di concentramento in Jugoslavia, rientrò a casa a piedi nel maggio 1945.

Stainer  Emilio: classe 1923, arruolato nel gennaio 1943 e inviato in Montenegro; dopo l’8 settembre, il suo reparto resistette  fino al 8 ottobre, quando fu costretto ad arrendersi ai tedeschi; internato in vari campi di concentramento in Jugoslavia , Ungheria e Austria. Liberato dagli americani alla fine della guerra.

Ognuno, davanti ai ragazzi attentissimi, ha raccontato episodi significativi della propria esperienza in guerra, nei lager o nelle città dove erano utilizzati per lo sgombero delle macerie e dei cadaveri dopo i bombardamenti: la descrizione degli orrori si è anche accompagnata a esempi di generosità (da parte dei compagni d’arme, ma anche della popolazione civile e degli stessi militari tedeschi), a significare che il fiore dell’umanità sboccia anche nelle situazioni più difficili e impensabili; e durante i cinque racconti non una parola di odio o di solo rancore per quanto subìto è emersa, ma solo espressioni dolenti e insieme ricche di serenità, condivisione, amicizia.

 E’ seguito un vero e proprio fuoco di fila di domande, che purtroppo ad un certo punto si è dovuto interrompere perché il tempo era volato. Una domanda di una bimba ha dato lo spunto al Presidente Sezionale Francioni di rimarcare il motto “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”, e che la memoria, preziosa soprattutto quando viene da chi gli avvenimenti li ha vissuti direttamente, deve diventare impegno per un futuro di pace e solidarietà.

A rimarcare l’importanza dell’incontro era presente il Sindaco Giuseppe Fasola, accompagnato dalla Giunta comunale al completo; il responsabile del Centro Studi ANA della Valsesia Aldo Lanfranchini ha presentato con la collaboratrice Marinella Mora una pregevole iniziativa della sua Sezione, che ha raccolto in un libro e in un dvd “Ciau Pais” le testimonianze di ben 35 reduci valsesiani (3 presenti a Maggiora); presenti anche, oltre agli Alpini maggioresi, il capogruppo di Borgomanero Augusto Cerutti e il capogruppo di Alzo Remo Poletti.

 A conclusione degli interventi il Presidente Francioni ha rievocato il dramma degli Alpini in Russia, di tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro giovane età per darci la libertà e insieme una Nazione più solidale e capace di attenzione per i propri cittadini.

 Prima dell’Inno di Mameli cantato da tutti i presenti, il capogruppo di Maggiora ha brevemente rievocato il dramma delle foibe (Giorno del Ricordo del 10 febbraio), delle migliaia di italiani uccisi solo per essere italiani e delle centinaia di migliaia che comunque hanno dovuto subire l’esodo dall’Istria/Dalmazia al termine dell’ultima guerra: la speranza è che con l’Europa Unita (a cui si sono aggregate ultimamente Slovenia e Croazia) si possano finalmente superare gli odÎ e le divisioni del secolo scorso, nel riconoscimento di un unico destino per i popoli europei, simboleggiato dalla Bandiera Europea che, accanto a quella Italiana, è stata esposta nella Biblioteca durante tutto l’incontro.

Gli ospiti si sono poi trattenuti presso l’adiacente sede degli Alpini per un momento conviviale, animato anche dalle note della fisarmonica magistralmente suonata dal novantatreenne Pierino Perolio.